> UNCLE TERRY DID IT AGAIN!


Giorni difficili per Uncle Terry o giorni di gloria? Quando il mondo della Moda si spacca, un po’ come accadde per John Galliano, non si sa mai dove tale fuoco possa attecchire, specie se trascinato dal vento forte del web. Terry Richardson, uno tra i più grandi fotografi di Moda al mondo, al momento si trova sotto l’occhio del ciclone per una controversia a sfondo sessuale.

Nulla di nuovo, trattandosi di lui, ma a molti, il modo in cui Mr. Richardson affronta il suo lavoro, è ignoto. Apriamo una parentesi, per tentare di far inquadrare il personaggio a chi non lo conoscesse ancora. Uno sfondo bianco è il suo trademark su cui muove corpi cercando quell’attimo, quel frangente di secondo, in cui la parola scopare appare in “sovraimpressione” sulle pupille della modella o del modello in questione. Tutt’altro che sensuale è il modo in cui tratta la moda, l’immagine e il core concept del suo lavoro fotografico. Lui è sessuale, lui è Uncle Terry! Fortemente ancorato a reminescenze fine anni ’70, forse un principiante, se paragonato a Mapplethorpe.

Ha scattato tutti le più grandi celebrity del pianeta e non solo Moda. Da Madonna a Barack Obama, da Beyoncé a Justin Bibier, da Chloe Sevigny a Lady Gaga. Oltre a famosi ritratti anche campagne pubblicitarie di decine e decine di Brands del Fashion System. Ovviamente solo marchi che hanno un alto contenuto erotico nelle loro collezioni. Maestro nel destrutturare il prodotto, condirlo con una buona dose di sesso che rimanda quasi ai vecchi film porno con John Holmes, e ridarlo in pasto al pubblico in chiave semplice ed efficacissima.

La sua frase storica “It’s not who you know, it’s who you blow. I don’t have a hole in my jeans for nothing!” (Non è per chi conosci, ma è a chi lo succhi. Non a caso ho un buco sui miei jeans!), lascia ben poco spazio alle intenzioni. Sta di fatto che il suo lavoro al di fuori delle Celebrity ad ampio spettro, è invaso e pervaso del suo motto.

I suoi personalissimi test-fotografici alla ricerca del suo traviato ego, sono in realtà una sfacciata rappresentazione di sè. Una vita vissuta sul set perenne di un fantomatico film porno d’essay. Non ho citato John Holmes a caso, divo del “muto” noto per le sue doti in centimetri, morto di Aids. Ecco, Uncle Therry, un po’ per il suo look, un po’ per la sua morfologia, mi richiama alla memoria proprio lui.

Nessuna presunzione di ricavare immagini eleganti dai suoi scatti personali. Lui si racconta attraverso le sue passioni, le sue turbe, vizi e virtù. Gioca col sesso. Si ritrae nudo e sbatte sul web il suo soldato. Alcuni direbbero: “ci mette la faccia”. Altri direbbero “un porco!”, altri direbbero “un genio!”…altri ancora…”non lo conosco”!

Sono state una serie di dichiarazioni scottanti, rilasciate da modelle capitate sui suoi set, a metterlo sotto lo spotlight.

Risulta agli atti il nome della modella Liskula Cohen che ha piantato in asso Mr. Richardson sul set per Vogue. Il fotografo la voleva ritrarre in chiave troppo esplicita e la ragazza di appena 17 anni lo ha piantato in asso. Mi spiego meglio: Uncle Terry voleva che la modella facesse un pompino ad un modello, mentre anche lui, nudo, scattava la scena. La modella stessa dichiarò successivamente che, nonostante lei stessa si fosse rifiutata ed avesse abbandonato il set, subito dopo venne rimpiazzata da un’altra ragazza che, senza timore alcuno, accontentò le richieste del fotografo, facendo un servizietto di bocca ad entrambi. E così fu immortalata. L’attimo colto e dato in pasta al web che è letteralmnete impazzito. Mission accomplished.

Ci s’interroga oggi sul perché, importanti aziende di Moda e del lusso, usino lui e i suoi dubbi metodi di lavoro, per scattare le proprie campagne. Sul perché le agenzie non proteggano le modelle minorenni. Sul perché il lusso abbia necessità di avvicinarsi alla pornografia. Tre argomenti che vanno trattati separatamente, per non rischiare di trarre conclusioni approssimative.

Alcuni marchi hanno la necessità di avere un fotografo irriverente per fare notizia e che realizzi immagini semplici ed efficaci. Ed in questo Mr. Richardson è sicuramente all’altezza.

Riguardo alle Agenzie che rappresentano le modelle ed i modelli e quindi persone, specie se minorenni, credo che dovrebbero fare un bel briefing prima di mandare i ragazzi nella gabbia del leone. Non riesco a capacitarmi di come mai non sia stato preso alcun diretto provvedimento, da chi dovrebbe tutelare i diritti di questi ragazzi. Noto lo stile, si potrebbero spendere due parole in più, così da evitare, incresciose situazioni. Nella fattispecie, esiste una netta differenza tra un set d’autore che vuole realizzare immagini forti, ad esempio per una mostra o per una sua personalissima ricerca o per un cliente del lusso.

Essere famosi, non è e non sarà mai, un motivo sufficiente per prevaricare la moralità e il senso del pudore dell’essere umano che hai di fronte e con cui stai lavorando. E non si può essere così ciechi del proprio ego da credere che, se lei Signor Richardson, ha in mente di scattare una modella in atti intimi sessuali con uno sconosciuto, sia assolutamente normale che la ragazza abbia qualche dubbio in questione!

Sicuramente sarà onoratissima di essere scattata da un fotografo di fama mondiale come lei, ma dubito fortemente che molte donne, amino farsi fotografare così ed essere bollate da lei e dal modo come…aggiungete voi l’aggettivo che più vi aggrada…!

Ho personali dubbi che la modella sconosciuta diventerà celebre o famosa perché ritratta così da lei, al contrario sono certo che tale immagine “rubata”, darà una botta di adrenalina e celebrità solo a lei, Uncle Terry!

E per quale motivo certe aziende del lusso hanno necessità di avvicinarsi alla crudeltà della pornografia? Sesso e religione, da sempre, fanno notizia. Una foto per creare clamore e far girare il nome del Brand o una serie d’immagini per far vedere il prodotto? Questione di scelte. Questione di…stile.

Alessandro Massarini

By | 2017-06-24T15:11:11+00:00 April 17th, 2017|Categories: IT BLOG, PARLA IL MASSA|0 Comments

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